Carl Rogers è tra i principali esponenti della psicologia umanistica ed un suo famoso intervento ad un convegno del Minnesota nel 1940, viene considerato come “manifesto” del movimento che stava nascendo.
Per inquadrare storicamente e culturalmente la nascita del pensiero di Rogers, è importante fare riferimento essenzialmente a tre correnti filosofiche che hanno contribuito all’elaborazione delle sue teorie: il Pragmatismo, la Fenomenologia e l’Esistenzialismo.
Alcune idee proprie della visione del Pragmatismo rispetto all’uomo ed alle relazioni appaiono particolarmente significative per l’influenza che hanno avuto sulle teorie rogersiane:
- la concezione dell'esperienza come un processo fluido in continuo divenire in cui è coinvolta la totalità dell'organismo
- la centralità dell'individuo concepito nella sua globalità come essere unico e irripetibile
- l'idea che il comportamento non sia determinato in modo meccanicistico da componenti biologiche e/o sociali
- la concezione della consapevolezza quale funzione non unicamente cognitiva ma anche basata sulle componenti emotive dell'esperienza
- la fiducia nella democrazia
- l’aspirazione alla realizzazione di un sistema di relazioni armoniche tra gli individui e con la natura.
Rispetto alla Fenomenologia, alcuni esponenti della psicologia umanistica tra cui Rogers, concordarono con i Fenomenologi nel ritenere che l’uomo conosce la realtà attraverso le proprie percezioni, e che sia, quindi, l’esperienza soggettiva a dare significato agli eventi. La conseguenza di tale presupposto è la centralità dell'esperienza soggettiva nel percorso psicoterapeutico, che pertanto si concentra nel qui ed ora.
Rogers viene a contatto con le idee dei Pensatori transfughi dall’ Europa nazista e fascista, i quali gli consentono di conoscere ed approfondire i principali temi dell’Esistenzialismo. Tale contatto lo porta a condividere alcuni assunti del pensiero esistenzialista ed ad integrarli nella propria visione della natura umana. In particolare le idee a cui fa maggiore riferimento sono relative:
- alla visione dell’uomo come agente libero di scelte
- alla centralità dell’incontro ai fini nell’evoluzione personale e come antidoto all’alienazione ed alla conseguente percezione del “vuoto esistenziale”
- alla consapevolezza dell’interdipendenza tra le singole esistenze.
Tali concezioni lo portano a definire la psicoterapia come un incontro da persona a persona che consente al cliente, attraverso la facilitazione dell’ esplorazione della propria esperienza, di riappropriarsi della libertà di scelta e quindi del potere personale.
Clicca qui se desideri approfondire il concetto di Tendenza Attualizzante in Carl Rogers
Clicca qui se desideri approfondindimenti sull anascita della Psicologia Umanistica








